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Cartucce compatibili vs le originaliL’aumento dei costi delle cartucce originali che si sta registrando da qualche anno a questa parte ha portato alla ribalta le cartucce compatibili. Queste ultime sono infatti molto più economiche, ma nella scelta il portafogli non può essere il solo fattore da tenere in considerazione: anche la qualità di stampa vuole infatti la sua parte.

Pro e contro delle cartucce originali e compatibili

Le cartucce originali sono consumabili di stampa che portano lo stesso marchio del produttore della stampante. Ciò significa che esse sono garantite per essere compatibili al 100% con i dispositivi di stampa per i quali sono realizzate. Un altro vantaggio importante legato all’utilizzo di cartucce originali sta nel fatto che soltanto queste possono garantire la massima qualità di stampa, che ovviamente è influenzata da marca e modello di stampante. Purtroppo, dal momento che la qualità si paga, le cartucce originali sono in assoluto anche le più costose. Un’alternativa che in alcuni casi può essere davvero valida è rappresentata dalle cartucce compatibili. Questi consumabili di stampa sono prodotti da aziende diverse dal produttore della stampante, ma realizzati per essere compatibili con i diversi dispositivi. Dal momento che non sono “di marca”, queste cartucce sono vendute a prezzi molto inferiori rispetto a quelli originali, pertanto nell’ottica del risparmio esse sono le più indicate. C’è però da precisare che non sempre la qualità di stampa raggiungibile con le cartucce originali è ai massimi livelli, anzi: il risultato può essere in alcuni casi insufficiente.

Cartucce originali e compatibili: acquistarle online

Quale che sia la scelta tra cartucce compatibili oppure originali, internet è in entrambi i casi una soluzione che permette di risparmiare rispetto all’acquisto nei tradizionali negozi fisici. Sul web operano numerosi portali di e-commerce che vendono cartucce originali e/o compatibili a prezzi decisamente concorrenziali. Inoltre utilizzare internet significa concludere gli acquisti con pochi click, pagare in modo sicuro e ricevere la merce direttamente al proprio domicilio in tutta comodità. Su alcuni siti, a fronte del raggiungimento di importi minimi, le spese di spedizione vengono azzerate per un risparmio ancora maggiore. È possibile cliccare sul link http://toner24.it per maggiori informazioni relative all’acquisto online di cartucce e toner originali.

Foto: photosoup – Fotolia

Marketing onlineYoutube, per chi non lo sapesse, apre i battenti con la registrazione del suo primo utente e relativo video nel 2005. È pero l’anno successivo, nel 2006, che dopo essere stato acquistato da Google vive in una dimensione aurea di continua espansione. Nel 2007 la piattaforma di videosharing perde la caratteristica monolinguistica inglese per aprirsi a nuovi mercati, tra cui quello italiano. Nel mondo, tuttavia, non ha trovato consenso generalizzato in ogni paese, l’accesso al sito risulta infatti attualmente bloccato in nazioni quali la Cina, la Birmania, il Brasile, la Turchia, la Thailandia e l’Iran.

Viral marketing: il virus che fa bene

Non è difficile immaginare l’enorme bacino di utenze raccolte sul canale youtube, account personali o aziendali, video caricati e visualizzati, uomini, donne, ragazzi di ogni età usufruiscono sempre più di questo strumento. Proprio per questa ragione, per l’ampiezza del suo target e per le impression giornaliere, youtube risulta uno dei più grandi ed innovativi mezzi per fare pubblicità. Il viral video è, a tal proposito, un nuovo modo di pensare l’advertising. In termini ancora più specialistici tale tipo di pubblicità la si definisce btl acronimo che sta per below the line, e cioè quel tipo di pubblicità che viaggia su canali non convenzionali come internet rispetto ai più conosciuti media tradizionali come stampa e tv. Il web, e youtube in primis, possiedono il vantaggio di poter raggiungere in maniera diretta e puntuale il target di riferimento e, cosa ben più importante, a costi non necessariamente spropositati.

Non soldi, ma idee

Quando si parla di viral strategy, conosciuta anche con il nome di buzz marketing, si fa riferimento alla diffusione endemica, spontanea e crescente di un contenuto; in questo caso un video. Il contenuto del video dovrà essere particolarmente divertente, emotivamente coinvolgente o straordinariamente utile a tal punto da spingere in maniera del tutto impulsiva lo spettatore alla condivisione, al passaparola. Sono infiniti gli esempi di video dai contenuti totalmente differenti tra loro che sono riusciti a raggiungere un numero impressionante di visualizzazioni e, in diretta conseguenza, di pubblico. Se si parte da questo dato di fatto e lo si applica al mondo della pubblicità è impossibile non pensare all’ideazione di un video dalle fattezze prettamente, ma non necessariamente, amatoriali che possa contenere in se un germe virale pronto ad esplodere.

Notorietà e soldi, non sempre direttamente proporzionali

Sono sempre di più le aziende che decidono di puntare su questo tipo di pubblicità. Insieme all’investimento, che in relazione al brand cambia entità, si è andato evolvendo anche il modo di pensare i virali. Se prima la tendenza era quella di non rendere pubblico il proprio logo per trattare il video come fosse un homemade, adesso non si agisce necessariamente in questa direzione. Grandi nomi investono nella creazione di video virali anche ad altissimo budget puntando sulla spettacolarità come chiave essenziale della diffusione virale e aumentando contemporaneamente il target e la propria brand awareness. Il passaparola, tuttavia bisogna ricordarlo, ha dinamiche imprevedibili. Quindi investire si, ma in maniera mirata!

Foto: Perrush – Fotolia

Le novità galattiche per gli smartphoneLa casa sudcoreana con il suo nuovo Galaxy S III, in commercio in Europa a partire dalla fine di Maggio, cerca di sbaragliare gli avversari regalando agli utenti un prodotto nuovo e prestante, capace di sorprendere per la facilità d’utilizzo e le qualità tecniche. Dopo il grande successo ottenuto dal predecessore, per un numero di pezzi venduti che si aggira intorno ai venti milioni arco anno, ci si chiede se quest’altro gioiellino dell’azienda sarà in grado di soddisfare i futuri acquirenti.

Smartphone che sa accettare le sfide

Il nuovo prodotto della Samsung mantiene, in linea con i precedenti, un design ergonomico e confortevole. Previsto, al momento, solo nelle colorazioni pebble blue e marble white, sarà successivamente prodotto anche in altre versioni di colori. Possiede un super display amoled hd da 4,8 pollici cioè di 1280 x 720 pixel che offre la possibilità di navigare comodamente su internet senza l’ingombro di un oggetto dalle dimensioni spropositate. La fotocamera principale, quella posta sul retro dell’apparecchio, possiede una risoluzione di ben 8 megapixel, mentre quella frontale un’ altrettanto utile e prestante obiettivo da 1,9 megapixel. Il flash posteriore, inoltre, è stato dotato di una maggiore luminosità per consentire una migliore qualità fotografica o di ripresa anche in casi di scarsa illuminazione.

Molto più che intelligente; intuitivo

Sono tante ed interessanti le caratteristiche del nuovo prodotto di casa Samsung. Si inizia con un processore Exynos quad- core da 1,4 ghz , per poi passare a 1 GB di Ram e 16, 32 o 64 giga di memoria interna. Dotato di sistema Android, alla sua quarta versione, implementa una serie di funzionalità che rendono l’oggetto a misura d’uomo e completamente personale. L’apparecchio è munito di riconoscimento vocale, facciale e gestuale. Quello di tipo vocale, non si limita ai già conosciuti usi, ma si espande verso il mondo del controllo dell’apparecchio tramite la voce del proprietario. Sarà dunque possibile scrivere messaggi di mail o testo, ordinare la riproduzione di un brano musicale, aumentarne o abbassarne il volume. La telecamera frontale, poi, è in grado di effettuare il riconoscimento facciale e, per di più, il movimento dell’occhio cosi da attivarsi in caso di utilizzo quando lo si fissa o, al contrario, passare automaticamente in modalità standby. E ancora l opzione direct call, che asseconda i gesti dell’utente passando dalla scrittura sms alla chiamata del contatto cui si stava inviando il messaggio; il tutto attivato attraverso il naturale gesto di portare il telefono all’orecchio. Sono poi molteplici le possibilità di connettività: bluetooth, wi-fi, all share play e cast, dlna ed NFC.

Grandi aspettative

L’ultimo figlio della prolifera Samsung, dunque, sembra promettere bene. Buone le specifiche, bella l’estetica, unica pecca, forse, il prezzo che rimane comunque nella media dei gioielli ad alta tecnologia: 699,00 euro per quello con memoria da 16 Gb. Tutti pronti dunque, per verificare se il nuovo Galaxy S III è in grado di appagare realmente le esigenze di consumatori sempre più intransigenti.
Foto: kentoh – Fotolia

Network e privacy due parole difficili da coinciliareIl diritto alla privacy non è solo affermato formalmente dal codice civile, ma è, ancora di più, invocato da tutti noi che, volendo proteggere la nostra riservatezza da sguardi indiscreti, riteniamo questo principio inviolabile. Eppure, troppo spesso, siamo noi stessi a rendere questo nostro diritto fragile e, in qualche modo, ad annullarlo.



La voglia e la necessità di esprimersi attraverso i social media

Partecipare ai blog e ai forum o gestire una propria pagina virtuale sono attività che rispondono all’innata esigenza umana di comunicare, di rendere libera e manifesta la propria opinione o, semplicemente, di esprimere un ideale. Vi è comprensibilmente la volontà di condividere le proprie esperienze con gli amici più cari e, nel contempo, la voglia di confrontarsi e di stringere nuove conoscenze con persone che, magari, abbracciano i nostri interessi. Le pagine personali diventano inoltre un diario dove annotare i nostri dati personali, le emozioni provate e descritte con parole o addirittura testimoniate da fotografie.

Chi utilizza le nostre informazioni?

Occorre sempre una certa attenzione nel modo di esporci sul web e le motivazioni sono davvero tante. È un dato di fatto che molte aziende, volendo valutare la candidatura di aspiranti dipendenti, cerchino di reperire informazioni utili attraverso noti social network. I dati personali, l’orientamento religioso e politico, il tenore di vita, le proprie passioni, il modo di trascorre i fine settimana, di porsi agli altri, ma anche l’umore che spesso viene dichiarato nelle bacheche delle pagine personali sono elementi che possono influenzare le scelte di una ditta e non solo. Tutte le informazioni liberamente circolanti sul web possono condizionare l’opinione, sul nostro conto, di vicini, conoscenti e anche di sconosciuti, attirando in qualche modo la loro attenzione. Del resto la mole di informazioni che circola nei social network grazie ai vari tag, commenti e condivisioni, ci mette per forza di cose in contatto con sconosciuti che imparano perciò a conoscerci. E così, di colpo, ecco spazzata via la nostra privacy!

Il garante: “uomo avvisato, mezzo salvato”

La scelta di prendere parte alle discussioni contenute in blog e forum, ad una particolare tematica proposta, o che noi stessi presentiamo attraverso i social network, è pienamente libera, ma spesso manca della consapevolezza che ogni intervento possa in qualche modo toglierci riservatezza. Ma cosa può fare il garante per la privacy? È recente l’obbligo da parte dei network dedicati alla prevenzione e alla salute di informare, grazie ad una particolare avvertenza, i fruitori del servizio sui rischi che possono derivare dal dichiarare in rete una propria patologia. La volontà di scambiare informazioni sul proprio stato di salute e sulle preoccupazioni che ne derivano, si scontra con la possibilità di rendersi identificabili nel web per i propri problemi. Del resto molte informazioni sono reperibili anche da motori di ricerca e visibili non solo agli iscritti del blog in cui si è deciso di intervenire. Il garante per la privacy, anche in questo caso, non può far altro che imporre la lettura di una avvertenza e porre delle limitazioni sulla divulgazione dei dati personali, ma chiaramente non può fermare o proibire gli interventi degli utenti. L’autority può dunque far di tutto per mettere in guardia l’utente, ma non certo salvarlo dai pericoli.

Il dovere di tutelarsi

Gli sforzi della autorità sono dunque inutili se manca nell’utente la consapevolezza che è lui stesso l’unico in grado di poter tutelare la propria riservatezza. Leggere attentamente le avvertenze dedicate alla privacy, controllare i dati d’accesso o quali informazioni personali siano di dominio pubblico e quali invece possano essere nascoste, non è solo un diritto, ma un dovere. Particolarmente vigili devono essere i genitori verso i propri figli minorenni che, inavvertitamente, possono pubblicare dati personali come indirizzi e numeri di telefono, mettendoli, purtroppo, in pericolo.

Foto: 3d brained – Fotolia

e-commerce, le nuove frontiereIl settore dell’ e-commerce riguardante, come suggerisce la medesima sigla, il commercio elettronico sta prendendo negli ultimi tempi sempre più piede. Sembra infatti, dati alla mano, che in Italia solo nell’ultimo anno (2011) ci sia stato un incremento del 20 per cento netto rispetto ai precedenti, con un giro di affari di oltre otto miliardi di euro. Ottimi risultati dunque per tutti coloro che hanno voluto scommettere sulle nuove e interessanti opportunità che offre il mondo del business online.

Acquisti online che sorprendono

L’anno passato e i primi mesi del nuovo sembrano confermare un trend positivo per ciò che concerne il settore del new business. Dunque la categoria degli acquisti digitali non solo sembra non aver subito una battuta di arresto ma parrebbe, addirittura, non risentire degli effetti della crisi economica. Se già si possiede una piccola o media azienda, valutare l’idea di ampliare il proprio giro di affari attraverso l’utilizzo di un sito internet che possa permettere la vendita dei propri prodotti o servizi, potrebbe avere risultati insperati e sorprendenti. Accedere al mondo delle vendite su internet può essere possibile sia per coloro che posseggono già un’azienda reale e che desiderano farla conoscere ad un target più amplio, sia a coloro i quali, invece, un’attività non la possiedono ancora. Sono ormai celebri i casi di alcuni siti e-commerce che devono la loro fortuna ad una idea innovativa che ha cambiato il modo di approcciare al mondo degli acquisti. Un esempio sono l’invenzione di deal, coupon, aste e vendite private, ultime frontiere del commercio elettronico.

I settori più remunerativi

La categoria dei trasporti sembra figurare tra quelle che hanno visto aumentare il giro di investimenti; esso divenuto maggiore è da intendersi relativo all’acquisto da parte di vecchi e nuovi clienti. A parlare, sono i dati forniti da un’importante banca. La suddetta ha analizzato e studiato le spese online effettuate dai propri clienti attraverso l’utilizzo della carta di credito. Da ciò è dunque emerso che biglietti aerei e dei treni sono in pole position nella graduatoria delle spese digitali. Neppure il mondo dell’informatica è da meno, con esso tra le prime posizioni c’è quello dell’abbigliamento e del tempo libero. Pertanto, che sia acquisto ponderato o di impulso dovuto ad esempio a sconti o offerte temporanee alle quali si può accedere solo attraverso il sito internet; l’utente sembra apprezzare le nuove possibilità di acquisto usufruendo di una maggiore possibilità di scelta e di una comodità d’acquisto altrimenti impossibile.

La formula magica

Per quanto possa esserci ancora una forma di resistenza all’acquisto tramite internet dovuta alla comprensibile paura di incorrere sfortunatamente in una truffa, il mondo delle vendite online non può essere sottovalutato come nuovo canale commerciale. Tuttavia non bisogna credere che la gestione di un business virtuale sia cosa da poco. Bisogna essere molto cauti negli investimenti ma soprattutto ponderati e lungimiranti. Se capaci, pazienti e in grado di offrire servizi e prodotti di ottima qualità, la possibilità di acquisire nuovi clienti potrebbe regalarvi l’incanto di nuovi guadagni sempre desiderati.

Foto: Frank Gärtner – Fotolia

In arrivo il nuovo I-phoneGli appassionati di telefonia possono iniziare a programmare il loro acquisto, magari come regalo natalizio o dono anticipato: è stata infatti annunciata l’immissione sul mercato del “melafonino” di quinta generazione, pronto a invadere il mercato a partire dall’inizio dell’autunno. Nuove funzionalità e sviluppi interessanti all’orizzonte, per uno strumento il cui successo è già ampiamente prevedibile, vista l’attesa che lo circonda.

La grande attesa e le caratteristiche

In un primo tempo si era pensato che l’i-Phone 5 potesse giungere sul mercato già nel mese di giugno, ma le indiscrezioni non avevano trovato fondamento. Appare invece ormai sicura l’uscita del prodotto in autunno, in un intervallo di tempo oscillante tra il mese di settembre e ottobre. Tra le funzioni principali, la nuova tecnologia dovrebbe presentare una connettività 4G LTE, un processore derivato dall’A5X, e uno schermo di almeno 4 pollici con risoluzione migliorata e dimensioni allungate: la proporzione passerà dalla 3:2 attuali alla 9:5, favorendo lo sviluppo di interfacce legate a videogiochi e applicazioni creative. Inoltre, lo spessore sarà ridotto del 20%, la scocca dovrebbe essere completamente in alluminio, e avremo un ulteriore aumento delle prestazioni. Infine, il connettore tradizionale sarà abbandonato, per essere sostituito da un altro più piccolo e rotondo.

La concorrenza all’assalto

Mentre ci si prepara al nuovo i-Phone5, tra indiscrezioni più o meno attendibili di blogger e addetti ai lavori e notevole curiosità generale, le aziende rivali non stanno a guardare: è infatti da poco uscito il nuovo Galaxy S III, dotato di notevoli migliorie per quanto concerne il processore utilizzato, la memoria disponibile, le capacità della fotocamera integrata e il sistema operativo.

Un momento storico?

In un flusso di mercato sempre più complesso, i produttori di strumenti per la telefonia si sfidano a suon di miglioramenti, sorprese e invenzioni. Per il momento, il rischio di una saturazione strutturale appare lieve e lontano da un’eventuale realizzazione, per cui sembra esserci ancora spazio per investimenti sicuri e prodotti sempre più ricercati. Gli analisti di settore indicano nella prossima uscita del nuovo i-Phone una fase molto importante, che potrebbe ancora una volta rivoluzionare un mondo non ancora sazio di sperimentazioni e innovazioni.

Foto: rangizzz – Fotolia

igiene nel pcNotebook, Pc, computer da tavolo che sia, non importa; la parola d’ordine è igiene. Chi potrebbe resistere ad uno schermo super riflettente sul quale specchiarsi come se si fosse nel bagno di casa propria? Chi potrebbe resistere ad una tastiera priva di polvere, su cui i polpastrelli scorrono leggeri senza rischio di prendere qualche recondita malattia ormai debellata da millenni?

PC pulito, strategie d’attacco

A prescindere da una questione puramente estetica, prestare attenzione alla pulizia delle nostre fedeli macchine informatiche è assolutamente necessario per garantirne le prestazioni e la longevità. Briciole, polvere, lanugine sono spesso motivo di deterioramento delle apparecchiature e ciò vale sia per la testiera in cui questi pericolosi nemici rischiano di compromettere il contatto tra tasti e parti elettroniche, sia per ciò che riguarda invece parti meno in vista e cioè il telaio e la, spesso dimenticata, ventola. Dunque, se non si vuole rischiare che il computer si guasti anzitempo, una tantum bisogna ritagliarsi un po’ di spazio da dedicare alla manutenzione del computer, armarsi di buona pazienza e di prodotti specifici per la pulizia. Quindi rimboccarsi le maniche e staccare ogni elemento dalla presa della corrente elettrica.

Pronti per la battaglia

A questo punto armarsi di strumenti assolutamente essenziali per la battaglia. Utilizzare della carta di riso per la pulizia dello schermo, questo specifico tipo di carta risulta essere particolarmente assorbente, infatti viene utilizzata dai fotografi per pulire le delicate lenti delle macchine fotografiche. Nel caso in cui sia difficile trovarla in commercio o semplicemente si sia vittime della pigrizia, si può ovviare utilizzando un panno in microfibra o in alternativa, per chi fosse occhialuto, la pezzuola data in dotazione dagli ottici per la pulizia delle lenti. Assolutamente bandito è qualsiasi tipo di panno abrasivo, spugnette e carta assorbente comune che, se inumidita, lascerebbe sulla superficie piccoli, fastidiosi residui. Non bisogna per nessun motivo utilizzare sostanze acide che degraderebbero la pellicola esterna dello schermo, né prodotti schiumosi che si diffonderebbero nelle insenature senza possibilità di essere eliminate. Per quanto riguarda invece la scocca esterna, gli ingressi come porta usb e varie, la ventola e la tastiera, particolarmente idoneo risulterà l’utilizzo di una bomboletta ad aria compressa facilmente reperibile da un ferramenta. Per la tastiera, in modo specifico, l’uso di un pennellino potrà agevolarci nell’operazione di smaltimento di briciole e polvere. Stessa cosa vale per l’utilizzo dei cotton fioc e pinzette. Ogni solvente aggressivo è vivamente sconsigliato dunque, per inumidire i panni, usare solo ed esclusivamente acqua semplice o alcol denaturato sempre in dosi molto contenute.

Vittoria su ogni fronte

E’ stata inflitta una dura sconfitta a polvere, briciole e residui di ogni genere. Sono caduti tutti al suon di colpi di pennello, getti d’aria e sferzate di panno. Adesso basta riappropriarsi del proprio computer ed osservarlo con aria fiera ed orgogliosa. Tuttavia bisogna stare attenti, tenere alta la guardia, perché nemici come quelli che sono appena stati sconfitti tendono a ripresentarsi. La costanza, però, avrà per loro l’effetto di una bomba atomica.

Foto: Klaus Eppele – Fotolia